2009



THANKS - il viaggio dell’angelo Jan Fabre

APQ “SENSI CONTEMPORANEI”In "Super - Sentieri neobarocchi tra arte e design” San Francesco della Scarpa, LecceCantieri Teatrali Koreja di Lecce

presentazione critica di  :
Barbara De Coninck,
Achille Bonita Oliva ,
Giusy Caroppo, 
Mirella Casamassima.

Per “Super sentieri neobarocchi”, San Francesco della Scarpa ospita l’artista Francesco Schiavulli

di Daria Ricci Dal 31 ottobre all’8 novembre le arti performative sono ospitate a San Francesco della Scarpa a Lecce. E si aprono nel nome di Jan Fabre, il celebre artista-performer. L’appuntamento fa parte del terzo ciclo del progetto “Super – Sentieri neobarocchi tra arte e design”, promosso da Provincia di Lecce e Cantieri Teatrali Koreja di Lecce. La rassegna si snoda per tutto novembre in una serie di eventi performativi ed espositivi basati sulla commistione fra i vari linguaggi artistici che vedrà a Lecce la presenza di artisti come Romeo Castellucci e Cesare Ronconi. Primo appuntamento con il video dell’artista barese Francesco SchiavulliIl viaggio dell’Angelo Jan Fabre”. Per evocare un percorso di opere e performances eseguite negli anni dal maestro belga di fama internazionale fra Montesantangelo, Anversa, Venezia, Parigi, Napoli e ritorni. Schiavulli gli ha anche dedicato una installazione con acciaio e acqua, “Thanks” allestita in una sala interna. Tutto nasce da un incontro tra Schiavulli e il maestro Fabre. “Il mondo visionario di Fabre è incentrato sulle avventure del corpo umano in chiavi di meraviglianti scambi e metamorfosi con la natura vivente, ed espresso sin dagli anni Settanta con i mezzi più diversi (installazioni, pittura, video) e con un gruppo teatrale da lui diretto nello studio-laboratorio ad Anversa. Un mondo che si incontra con le esperienze più recenti dell’artista-performer barese, emerso negli anni Duemila con una serie di opere e operazioni di impianto teatrale dedicate prevalentemente allo studio e al coinvolgimento, appunto, del corpo” dicono gli organizzatori della mostra. Anche Schiavulli adopera i più disparati linguaggi, con crescente connotazione ambientale e multimediale. Fabre, ha partecipato nel 2006 alla rassegna internazionale “Intramoenia ExtraArt” con una installazione nel castello di Monte Sant’Angelo, e ha ricevuto nel 2008 il “premio Pascali”, tenendo anche una personale nel Museo di arte contemporanea di Polignano a Mare. Schiavulli a sua volta ha partecipato all’edizione 2007 di “Intramoenia ExtraArt” con un ambiente multimediale installato a Muro leccese. Da qui nasce una serie di percorsi all’insegna del motto caro a Fabre, “Si le coeur vous en dit”, “Se il cuore ti dice”. La mostra resterà aperta sino all'8 novembre 2009 .








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2008

 “LA PASSERELLA” 

cortometraggio di Francesco Schiavulli 
prodotto  da Apulia Film Commission

2008


IL CICLO DELLA VITA

OPERA IN PERMANENZA 
UNIVERSITA' DI BARI
Facoltà di Medicina e Chirurgia

 aula Magna “G. De Benedictis”


recensione :


L’opera di Francesco Schiavulli: 'Il ciclo della vita' racconta i simboli della vita e della speranza scientifica.

A pochi mesi dai suoi “medical-video” durante l’articolato percorso della Mostra multimediale “Verde” alla Sala Murat, l’artista Francesco Schiavulli ha fatto donazione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di una propria opera: “Il ciclo della vita” (2008), la quale sarà impiegata come installazione permanente.

Collocata nella prestigiosa aula Magna “G. De Benedictis” farà da contralto al quadro bronzeo “Sala operatoria” dell’artista ungherese Amerigo Tot, di cui il prossimo 27 settembre 2009 ne sarà il centenario della nascita.

Fortemente voluta dal preside della facoltà, il professore Antonio Quaranta, cultore d’arte, il quale può essere assunto come colui, il primo, a far entrare l’arte in un istituto scientifico.

L’opera, equiparabile a grandi video, sono quattro ampie lastre metalliche che “raccontano i simboli della vita e della speranza scientifica”, come ha spiegato in una lezione accademica la curatrice e critico d’arte, Mirella Casamassima, durante il vernissage svoltosi nella mattinata di sabato.

L’opera dell’artista Schiavulli può essere vista come un canto d’amore, come quell’ olio su tela “Le chant d’amour” di De Chirico, una delle opere fondamentali del XX secolo, con quell’accostamento eteroclito di elementi apparentemente privi di qualsiasi correlazione, stabilendo tra loro un muto dialogo, denso di significato e mistero.

In quel guanto di caucciù rosato inchiodato alla parete di De Chirico ritroviamo il calco della mano installata da Schiavulli forgiata con il piombo, dove il piombo sta a significare la pelle dell’artista, che riconosciamo come prima installazione guardando l’opera in senso orario. Come Justine Colette e Friederike Pezold anche Schiavulli intende il “video” come elemento del corpo umano, così con il piombo il corpo di Schiavulli è dentro l’opera.

Immagina che il corpo sia una terra con cicli, regole di fertilità, stagioni, venti, acque, regioni di forza naturale, con le loro leggi, intrinseca intelligenza, vertice di creazione, coscienza, terra divina. In una oscillazione fra immagine, materia e percezione, in un mistero di religiosa alchimia che precede e prepara la biologia reale pare che la morte biologica sia soltanto riflesso della morte delle forme, sensibili nel corpo, armoniche nell’anima.

Un concetto che Schiavulli da sempre ne ha fatto uso nei suoi lavori, non dimentichi di “Carne” 2002 dove la materia si faceva carne facendo tonare ad affiorare i contorni dell’uomo, le dita che emergono e affondano negli impasti di “carne” e le orecchie che ascoltano e chiedono di essere ascoltate. Le stesse orecchie che ritroviamo anche nel “Ciclo della vita”, un calco a grandezza naturale, collocato sempre nel primo pannello.
Sempre nella parte superiore ritroviamo il calco di un ombelico con i suoi “antichi simbolismi”, come ha spiegato sempre la curatrice Casamassima, “il potere meditativo della sua contemplazione per i monaci del Monte Athos, le credenze ben auguranti nel seppellimento del cordone ombelicale, il valore inconscio e psichico nel rapporto madre figlio, la sua utilità, oggi, per la cura di importanti malattie”.
“Il lavoro deve nascere da una scelta precisa, etica, di fare i conti con i mezzi interni al linguaggio che si usa. La tela diventa un corpo luminoso”,.
Così l’idea del lavoro dell’artista per Marco Nereo Rotelli, e così l’opera di Francesco Schiavulli. Nelle due lastre inferiori ritroviamo, in una la serigrafia di un cervello specchiante, riflesso da altri probabili cervelli.

Un cerchio concentrico e, la spirale si struttura arcana, tramutandosi metaforicamente in una superficie acquorea del pensiero che se sfiorata dal velo del mistero produce volti nascosti, con l’acqua che traduce verso l’alto (sulla prima installazione un circuito idraulico invisibile fa scendere gocce d’acqua) il suo anelito di emozione e di tempo. Il cervello diventa immagine, visione, abbracciando la ragione nel cerchio dell’energia luminosa che sposa la sostanza dei sensi all’assonanza del ricordo e del sogno dove natura e pensiero celebrano un’armonia vittoriosa.

Infine come estuario ritroviamo la lastra con dei libri infilzati, anch’essi rivestiti di pelle di piombo, che andrebbe a racchiudere il cogito ergo sum cartesiano, il più profondo logos del sapiente. Così il tema principale dell’opera diventa quello di una ballata sul tempo, sulle persone che si perdono, su quelle che restano nella nostra coscienza come un grumo irrisolto di dolore e su quelle che si ritrovano con gioia pur in un’altra lingua o in altro paese.

“Ogni vita è quella che deve essere”, scriveva Cesare Pavese.

L’opera di Francesco Schiavulli: “Il ciclo della vita” è un’opera che ci rivela il buio e le nostre zone di paura e, in sostanza, le libertà mai scontate del vivere e del morire.

Anna Furlan 22/12/2008

 





2008



VERDE


Thursday 04 September 2008
al Sunday 28 September 2008
A cura dell’associazione culturale Incipit

Dal 4 al 28 settembre la Sala Murat di Bari (Piazza del Ferrarese) ospita la mostra multimediale “VERDE”
promossa dall’associazione culturale Incipit e realizzata con il sostegno di Comune e Provincia di Bari.
Il progetto mira ad attivare una ricerca a tutto campo sul tema del “verde”. Una traccia volutamente aperta ad interpretazioni letterali e metaforiche che spaziano dal tema naturistico del colore alle sue versioni nella cultura e nella società: nell’ecologia, nella politica, nelle religioni, nei riti e nei giochi, sino alle identità nazionali (si pensi ai colori delle bandiere), all’illusione o alla speranza che il colore evoca.
Queste suggestioni legate ad una semplice parola, sono espresse in mostra da artisti, fotografi, scrittori e personalità della cultura. Tutti chiamati a partecipare all’evento dalla neonata associazione presieduta da Gianni Leone - noto fotografo e intellettuale barese – che si è posta l’obiettivo di animare il dibattito culturale dando voce alle potenzialità espressive delle nuove generazioni e promuovendo iniziative e occasioni di confronto fra diversi linguaggi.
In un articolato percorso espositivo, concepito come un sorprendente labirinto, dialogano tre sezioni: Fotografia e Video - Scritture - Installazioni, coordinate rispettivamente da Gianni Leone, Marina Losappio e Daniela Corbascio.

Fotografia e video
Nicola Amato/Pietro Barone/Renato Cafagno/Mirella Carella/Davide Cassano/Michele Cera/Nicolai Ciannamea/Rosa Ciano/ Angela Cioce/ Alessandro Cirillo/ Stefano Di Marco/ Luciana Galli/Beppe Gernone/Cosmo Laera/Sergio Leonardi/Gianni Leone/Emanuela Lorusso/Renzo Menolascina/Francesco Mezzina/Loredana Moretti/Antonio Porta/Fabrizio Rossiello/Linda Signorile/Antonio Tartaglione/Roberto Tartaglione/ Paola Trizio/Donatella Tummillo

Scritture
Edoardo Altomare/Pasquale Bellini/Emilia Bersabea Cirillo/Paola Borgonzoni Ghirri/Francesca Borri/Rosalba Branà/Patrizia Calefato/Clara Camilleri/Donatella Caprioglio/Antonella Cilento/Teresa Ciulli/Eva Clesis/Paolo Comentale/Vanna Cotturri/Arturo Cucciolla/Michele Damiani/Antonella del Giudice/Tiziana Di Roma/Raffaele Gorgoni/Flavio Lucchesi/Rossella Milone/Delia Morea/Maria Paola Porcelli/Enzo Quarto/Francesca Radina/Beppe Sebaste

Installazioni
Giuseppe Bellini/Luigi Billi/Alfio Cangiani/Miki Carone/Daniela Corbascio/Claudio Cusatelli/Tullio De Gennaro/Regina Gambatesa/Michele Giangrande/Annamaria Ippolito/Iginio Iurilli/Tommaso Lagattolla/Giampiero Milella/Massimo Ruiu/Francesco Schiavulli/Giuseppe Teofilo

La rassegna ospita inoltre due incontri letterari con Paola Ghiri e Beppe Sebaste, organizzati in collaborazione con Dolceamaro Caffè d’Arte Presidio del Libro.


Catalogo con testi di Edoardo Altomare, Patrizia Calefato e Anna D’Elia – Edizioni Gelso Rosso 

Sala Murat

Piazza del Ferrarese
Bari